ENERGIA VERDE, PUBBLICATI I DATI DEL PIANO D’AZIONE NAZIONALE
Il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il “Piano d'azione nazionale per le fonti rinnovabili”. Il documento, che sarà in consultazione fino al 29 giugno prima di essere inviato alla Commissione europea, mette nero su bianco il nostro impegno per il traguardo fissato da Bruxelles: coprire il 17% dei consumi finali di energia con le rinnovabili entro il 2020. Il programma indica tutte le misure per arrivare a quella data con le carte in regola: non solo la revisione degli incentivi per le varie fonti rinnovabili (tariffe feed in, certificati verdi e bianchi, agevolazioni fiscali), ma anche lo sviluppo di teleriscaldamento e biogas, il potenziamento delle reti elettriche per eliminare i colli di bottiglia, la cooperazione con altri Paesi per produrre all'estero l'energia necessaria a coprire il fabbisogno italiano. In vista di questi obiettivi crescono intanto nel nostro Paese gli investimenti sulle rinnovabili. Secondo l'ultimo indice di Ernst & Young, l'Italia, pur mantenendo la quinta posizione nella classifica guidata da Cina e Stati Uniti, ha guadagnato un punto nella graduatoria rispetto alla rilevazione precedente, grazie soprattutto ai progetti per due parchi fotovoltaici tra i più potenti in Europa, rispettivamente da 72 e 85 Mw a Rovigo e Montalto di Castro. Ma tutto questo non basta. Per avere un’idea del balzo in avanti che ci viene richiesto dobbiamo pensare che rispetto alle rilevazioni sui nostri consumi energetici del 2005, le rinnovabili dovranno più che triplicare il loro peso complessivo passando da quasi 7 Mtep a oltre 22. Lo scoglio maggiore sarà per il calore/condizionamento, che dovrà balzare da due Mtep a 9,5 con una quota totale sui consumi finali del 15,8% nel 2020 contro il 2,8% nel 2005. Discorso simile per i trasporti, chiamati a soddisfare il 10% dei consumi con le rinnovabili, principalmente biocarburanti; tale obiettivo corrisponde a una quota del 6,3% sui consumi finali di energia tra dieci anni con 2,5 Mtep (le percentuali del 2005 erano prossime allo zero). Nel settore elettrico, invece, le rinnovabili dovranno quasi raddoppiare il loro contributo, salendo da 4,8 a 9,1 Mtep (dal 16,2 al 29% della torta complessiva).
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